Il turismo oggi è innanzitutto un’industria, capace di migliorare sensibilmente il contesto economico e la qualità della vita dei cittadini di un Paese: la cartina di tornasole di un territorio.

Il programma turistico di una Città come Otranto non può prescindere dalla conoscenza delle problematiche e delle tendenze del settore, per il semplice fatto che “gli altri” si sono già attrezzati o si stanno attrezzando mentre da noi ancora si discute.

In questi 10 anni Otranto ha definito la strategia turistica con cui stare sul mercato oggi? E’ necessario definirne una?

Se può essere condivisibile “l’intenzione” di puntare sul porto turistico – di cui peraltro restano incerti il “se” e il “quando” della realizzazione – resta comunque irrisolto il nodo della concreta preparazione della città a rispondere ad un turismo di questo tipo.

Qual è allora il modello di turismo a cui Otranto oggi tende?

Noi riteniamo che la politica per il turismo sia soprattutto organizzazione, valorizzazione e protezione dell’offerta esistente anche attraverso un apposito PATTO CON GLI OPERATORI in modo da definire linee di sviluppo dell’offerta turistica.

Senza seguire l’evoluzione del mercato, il sistema non riuscirà ad allinearsi a modelli di ricettività sempre più complessi, rimanendo bloccato da un’offerta frammentata, obsoleta, sottodimensionata, che risulta insufficiente a realizzare quegli investimenti fondamentali per adeguare il livello qualitativo delle strutture alle richieste di una domanda sempre più attenta ed esigente.

Pertanto, condividendo i primi temi scaturiti nel processo partecipativo di costruzione del programma:

  • Occorre innanzitutto destinare le risorse della Tassa di Soggiorno alle finalità per cui è stata istituita e non per fare altro! E per fare questo occorre, ancora prima, riscuotere la Tassa di Soggiorno!
  • Nella nostra idea di condivisione delle scelte c’è la realizzazione di forme di partecipazione Pubblico/Private, che coinvolgano anche il locale IPSSEOA. E’ un lavoro che non può essere delegato al singolo operatore ma che richiede la definizione di un Sistema Turistico di Città, se non proprio di territorio.

Possiamo e dobbiamo inserire la nostra Città e il territorio circostante nei circuiti del turismo estero, giocando da protagonisti la partita dell’offerta turistica salentina.

  • La promozione della Città non può prescindere dalla redazione di un Piano di Sviluppo Turistico condiviso con gli operatori e con l’intera Città, che porti alla definizione di Linee Guida condivise che costituiscano il perimetro entro cui muoversi: ogni investimento è possibile nel rispetto delle regole e delle esigenze diffuse.
  • Rendere appetibile turisticamente la Città significa anche stare al passo con i tempi. Oggi è il web a fare la differenza: non è più la semplice informazione turistica.
  • Otranto deve essere, sul territorio, all’avanguardia nell’offerta dei servizi turistici 2.0. A partire dal requisito di base: la facilità di accesso alla rete!

Nel mese di Luglio 2016 è stato siglato un importante accordo tra il MISE, il MIBACT e AGID (Agenda Digitale) per mettere a disposizione le risorse per diffondere il Wi-Fi gratuito nelle località costiere e di particolare interesse culturale.

Il nostro impegno è quello di aderire a questo Protocollo e di diffondere il Wi-fi gratuito su tutto il territorio comunale da Sant’Andrea a Porto Badisco, con particolare attenzione ai luoghi di maggiore concentrazione (Frassanito, Alimini, Fontanelle) e di particolare interesse culturale.

  • Sarà impegno della nostra Amministrazione di promuovere iniziative Pubblico/Private tese ad affrontare in maniera condivisa il tema della riduzione delle distanze, il collegamento con i Centri di snodo (Stazione di Lecce, Porti e Aeroporti di Brindisi e Bari). Occorre rendere facile e comodo raggiungere la nostra Città.
  • La finalizzazione di progetti finanziati dai Programmi Reti e/o Interreg destinati al tema della riduzione dei tempi di collegamento potranno fornire le risorse anche per iniziative imprenditoriali condivise con i privati (noleggio della rete ferroviaria, realizzazione di un consorzio locale di trasporto finalizzato a ridurre l’impatto del traffico nei periodi di punta, con un sistema di navette puntato sui Paesi limitrofi a Otranto, ecc.) sono punti qualificanti di un programma che punta a migliorare i servizi e a qualificare l’offerta di territorio.
  • Una delle carenze del territorio sembra individuabile in una offerta commerciale assolutamente inadeguata e caratterizzata da una massificazione di prodotto non sempre legata alla specificità del territorio.
  • La presenza di locali che si attivano solo per la stagione estiva e che chiudono l’inverno, stanno caratterizzando la Città più come posto da “depredare” che di un posto dove è possibile vivere tutto l’anno.

E’ vero che non si può pretendere ad un imprenditore di tenere in piedi attività che non producono utili ma non si può neanche pretendere che alla Città non venga restituito nulla in cambio in termini di “servizio”.

Molte realtà commerciali e ristorative esistono solo ed esclusivamente perché hanno in uso spazi pubblici.

L’introduzione di un sistema premiale nella concessione degli spazi pubblici – nel senso che lo spazio pubblico è concedibile in misura proporzionata al tempo in cui le strutture sono aperte nel corso dell’anno – è la nostra idea per contemperare interesse pubblico e interesse privato.

In tale prospettiva, è necessario l’abbinamento di un Piano Commerciale e Turistico che individui nuove aree commerciali (Zona Punta o Zona Minerva) in cui promuovere la realizzazione di un polo commerciale/outlet diffuso che richiami flussi turistici destagionalizzati.

  • Otranto deve recuperare il suo ruolo di ponte naturale verso l’Albania, la Grecia e i Paesi Balcanici. Il Porto, pertanto, rappresenta il luogo naturale su cui investire per ripristinare alcune linee di trasporto: non solo con traghetto e con mezzi privati veloci ma anche con un servizio di elitaxi.

A questo potranno essere destinate risorse di progettazione su Programmi Interreg e/o di Cooperazione nell’ambito della Macro Regione Ionico-Adriatica.

In quest’ottica, alle professionalità locali andrà affidata la gestione dei servizi portuali sulla banchina commerciale.

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