È guardando al paesaggio nelle sue varie sfaccettature che si inserisce la Custodia del Territorio, una rete di responsabilità civile consolidata a livello mondiale che nasce in Italia da un’idea di Legambiente. E’ uno strumento di gestione innovativo per limitare il consumo del suolo, per valorizzare il territorio e le sue risorse e rappresenta una pratica innovativa che rende i proprietari dei terreni i primi protagonisti di un’azione di conservazione del paesaggio e di miglioramento della biodiversità. 

La Custodia, a cui vogliamo fare ricorso, è un impegno diretto affinché si fermi la cementificazione di nuove aree rurali e un uso indiscriminato del suolo, il nostro patrimonio da trasferire alle generazioni future.

La Custodia si rivolge a tutti ma in particolare alle persone che hanno cura del territorio: possono partecipare gli agricoltori che usano la terra per produrre beni alimentari, i privati che sono motivati dalla passione per la natura, gli Enti pubblici e le associazioni culturali ed ambientali. E questa filosofia la vogliamo estendere alle aree urbane di pregio e alle periferie.

Il comune dovrà allora definire con un’apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare.

Gli interventi più vasti a cui pensiamo, e da cui far scaturire lavoro per tutto l’anno, possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alle scelte che verranno compiute saranno deliberate riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività espletata, così come peraltro già sperimentato in Italia e all’estero.

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