La sfida dello “sviluppo urbano sostenibile” non è più rinviabile.

Sin qui è mancata soprattutto una visione complessiva ed integrata che potesse guardare a tutti gli strumenti di programmazione comunitaria che poi si sono declinati a livello nazionale e regionale.

Particolarmente strategici saranno i percorsi che vogliamo attivare per guardare in maniera integrata con altri comuni ad obiettivi tematici della programmazione comunitaria quali:

  • Energia sostenibile e qualità della vita;
  • Adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi;
  • Tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali;
  • Inclusione sociale e lotta alla povertà.

Soprattutto vogliamo pensare ad un differente modo di utilizzazione delle pur ingenti (ma sempre ridotte) disponibilità finanziarie pubbliche. I fondi pubblici devono servire da volano per attivare interventi che supportino quelli privati, nonché per fornire le strategie in cui i privati possano trovare convenienza ad investire.

Gli obiettivi tematici sopra richiamati si potranno attivare con specifici interventi tutti fra loro connessi e che, come prevede la programmazione comunitaria, fanno riferimento a:

  • rinnovo di infrastrutture pubbliche sul piano dell’efficienza energetica, progetti dimostrativi e misure di sostegno;
  • Piste ciclabili e percorsi pedonali;
  • Tutela e valorizzazione della biodiversità, protezione della natura e infrastrutture “verdi”;
  • Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento;
  • Sviluppo e promozione del potenziale turistico delle aree naturali;
  • Trattamento delle acque reflue.

Ulteriori obiettivi specifici, temi, necessità, devono e saranno aggiunti durante il percorso di costruzione del Programma di rigenerazione perché è fondamentale un percorso condiviso con i cittadini, i veri conoscitori delle esigenze e i veri valutatori delle politiche da mettere in campo.

Non solo. Nella prospettiva di cui si è parlato, anche la pianificazione può porsi alcuni obiettivi specifici che possono declinarsi in una duplice direzione:

  • il risparmio energetico quale espressione della massima sensibilità per il tema ambientale e della salute nella nostra città;
  • come occasione di lavoro innescando un processo virtuoso che rimetta in moto il comparto edilizio al di là del “solito” consumo di territorio per puntare decisamente sulla riqualificazione dell’esistente.

Ma come, in concreto?

E’ nostra intenzione promuovere politiche in linea con i dettami del “Patto dei Sindaci”.

La finalità di tale approccio non è però legata solo all’abbattimento delle emissioni di CO2 ma soprattutto allo sviluppo di uno sviluppo sostenibile per le comunità locali attraverso una serie di azioni programmatiche prima fra tutte l’adozione del PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile).

Più nello specifico, si tratta di strategie che si inseriscono nel quadro della pianificazione esistente avviando nuovi filoni di sperimentazione esplicitando spesso anche in varianti a piani o programmi esistenti.

I settori di riferimento sono: il trasporto e la mobilità;  gli edifici, residenziali, commerciali e istituzionali; la Pianificazione urbanistica a scala di isolato/quartiere; Settori produttivi; produzione locale e distribuzione di energia.

Si tratta ovviamente di un programma ambizioso che potrà essere portato avanti da una governance fortemente innovativa e che punta per la sua realizzazione nel coinvolgimento di altri enti locali (vedi Unione Comuni).

Ma abbiamo detto che la filosofia del Patto dei Sindaci e la redazione del Paes porterebbe con sé un vantaggio rivoluzionario in termini di riprese delle attività economiche del paese e, quindi, di ricadute occupazionali al di fuori dei soliti due mesi estivi.

Mettere mano alla manutenzione degli edifici (si comincia da quelli comunali per passare a quelli privati attraverso apposita campagna di incentivi) in direzione di risparmio energetico e per il rispetto dei criteri del PAES significa rimettere in moto un comparto – quello edilizio e del suo indotto – in una crisi che sembra irreversibile.

Compito ed obiettivo della nostra futura azione amministrativa sarà quello di promuovere tutte le tematiche legate ai tempi ambientali – in ottica manutentiva e di rigenerazione urbana – anche per aggredire la crisi di lavoro dei mesi invernali.

Tra le opere pubbliche di rigenerazione del territorio abbiamo previsto:

  • il completamento dell’urbanizzazione primaria e secondaria;
  • particolare attenzione per la realizzazione di una nuova rete di depurazione acque nere che andrebbe a raccogliere su un unico collettore posto sulla s.p. 366 i carichi degli insediamenti extraurbani che si affacciano lungo suddetta strada e sul territorio di Frassanito (conseguente adeguamento impianto di depurazione);
  • in alternativa studio di fattibilità con le amministrazioni limitrofe per un nuovo sito e conseguente rilascio delle acque reflue (esempio virtuoso, all’avanguardia, è l’impianto con processo fitodepurativo).

Altro tema importante per la città che si rigenera è la redazione e applicazione del piano del colore, pensato come strumento di analisi del tessuto urbano e della sua stratificazione nonché come studio delle tecniche costruttive.

Nell’ambito di un recupero dell’immagine di tutto il contesto urbano costruito, l’obiettivo finale si pone nella condizione di eliminare gli episodi di disordine edilizio cromatico e dei materiali riscontrabile, interrompendo l’azione del passato per guardare ora ad una migliore qualità del tessuto urbano.

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